Sabato 25 e domenica 26 novembre 2017, le Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano ospiterà la mostra-evento Vi.Vite – Vino di Vite Cooperative.

Si tratta di una manifestazione promossa dall’Alleanza delle cooperative agroalimentari, la prima incentrata sul settore delle cantine cooperative, che in Italia sono ben 498. Un mondo tutto da raccontare, tra storie inedite di produttori e i territori.

“Attraverso un ricco programma di assaggi, degustazioni, incontri e attività tematiche – spiega Ruenza Santandrea, Coordinatrice Vino dell’Alleanza Cooperative -, il pubblico potrà riscoprire la grande storia del vino italiano attraverso i ritratti e i racconti, intrisi di audacia e di impegno, degli oltre 180mila soci produttori delle cantine cooperative. Vi.Vite è un format inedito pensato per far incontrare le persone tramite il vino, offrendo loro un’esperienza a tutto campo che non si limiti a degustazioni guidate ma che sia in grado di condurre tutti, esperti di vino e neofiti, curiosi e grande pubblico, alla scoperta del mondo delle cantine cooperative. Una scoperta che passa non solo attraverso i loro vini di qualità, ma anche per il tramite della conoscenza con gli stessi produttori, che vendemmia dopo vendemmia, umilmente e coraggiosamente, sono stati in grado di preservare il patrimonio di biodiversità che è un grande patrimonio del nostro Paese”.

Il programma

Il calendario di attività è molto ricco. I visitatori hanno l’imbarazzo della scelta tra degustazioni e master class, laboratori didattici e ludici, concerti, attività di intrattenimento, improvvisazioni teatrali e divertenti cabaret in collaborazione con Zelig.

Non mancheranno i momenti di approfondimento in forma di confronti informali, dal titolo “pane e salame”, ai quali saranno presenti come commensali i più noti operatori e giornalisti del settore. Si parlerà delle nuove tendenze di consumo di vino dei millennials, delle forme e modalità di comunicazione intorno al vino e della sostenibilità in viticoltura, con un focus specifico sul Trentino quale primo territorio ad aver ottenuto nel 2017 la certificazione ministeriale Sqnpi (sistema di qualità nazionale produzione integrata) su tutta l’uva prodotta.

Da non perdere i laboratori esperienziali, dedicati agli strumenti del vino come il tappo di sughero oppure ai colori del vino.

La manifestazione si snoda lungo un vero e proprio percorso museografico, un allestimento emozionale in cui sarà possibile assaggiare, ascoltare i racconti, giocare con le parole del vino, scoprire le differenze dei vari territori in una imperdibile rassegna che vede insieme le regioni italiane rappresentate da coloro che tutti i giorni sono in vigna a lavorare.

La Sala Biancamano, un padiglione a pochi passi dalla location, ospiterà invece numerosi altri eventi, tra i quali: una degustazione della prima vendemmia del Pinot Grigio Doc delle Venezie guidata da Daniele Cernilli, il dibattito-degustazione L’innovazione in viticoltura: le varietà resistenti e i portinnesti M, a cura di Vivai Cooperativi Rauscedo, la Master class guidata da Fabio Piccoli The Wine Net – La prima Rete nata per unire, valorizzare e promuovere l’eccellenza della Cooperazione vitivinicola italiana, il workshop Come ti abbino il Parmigiano Reggiano Dop: gli ancestrali e tre degustazioni, a cura sempre di Cernilli, dedicate rispettivamente ai bianchi autoctoni, ai rossi autoctoni e alle bollicine cooperative.

Infine, sabato, a partire dalle ore 20:30, nella elegantissima Sala Cenacolo, andrà in scena il mini-evento Tre Bicchieri Cooperativi, degustazione, guidata da Eleonora Guerini, delle etichette delle cantine cooperative che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento nella Guida Gambero Rosso 2017.

Vi.vite è realizzata con il supporto tecnico della società milanese Lievita, diretta da Federico Gordini, che spiega: “Abbiamo creato una manifestazione fortemente innovativa, in linea con gli obiettivi indicatici dall’Alleanza delle cooperative di svecchiare la dialettica e la comunicazione del vino per avvicinarla al pubblico. Un approccio esperienziale e giocoso che ha l’obiettivo di riavvicinare chi vede nel vino un mondo chiuso, aulico, nel quale non puoi avere alcuna voce in capitolo senza un percorso formativo. Il consumatore deve ritornare ad apprezzare un mondo del vino in cui le storie delle persone e dei territori si sostituiscano al racconto tecnico”.