Grandi novità per il settore enoturistico. Pochi giorni fa, la commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento che mira a regolarizzare le attività in cantina.

Potranno essere definite come “enoturismo” tutte le attività che vanno dalle visite alle cantine alle degustazioni e le iniziative didattiche e ricreative svolte nelle cantine. I vantaggi fiscali saranno gli stessi degli agriturismo. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato alla commissione Bilancio del Senato. Per svolgere le attività sarà sufficiente la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) al comune di competenza. I produttori agricoli che effettuano la propria attività nell’ambito di un’azienda agricola (articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006) potranno beneficiare inoltre del regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto.

Il primo firmatario è il senatore Dario Stefano del gruppo misto che ha dichiarato: «Sono assolutamente soddisfatto che il governo abbia riconosciuto, nell’emendamento che ho presentato alla Legge di Bilancio, l’opportunità di intervenire a sostegno di uno spicchio importante di un settore strategico, com’è quello vitivinicolo. […] L’approvazione costituisce un riconoscimento importante per la specifica attività ed introduce un’assoluta novità nell’impianto normativo italiano che disciplina il settore. Da oggi si aprono nuove strade, ricche di opportunità per le aziende italiane e per i territori di produzione. Nello specifico l’emendamento riprende gran parte delle disposizioni proposte nel disegno di legge sulla introduzione della disciplina dell’enoturismo, a mia firma e all’esame del Senato. […] Ad un anno dall’introduzione, un po’ timida, del Testo Unico del Vino possiamo finalmente affermare di completare l’impianto normativo di riferimento, declinando compiutamente la straordinaria portata di una attività complementare a quella di produzione enologica e che in altri Paesi ha già consentito di conseguire risultati importanti».

L’iter legislativo potrebbe essere completato entro Natale. Il prossimo passo sarà la definizione di linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica, omogenei su tutto il territorio nazionale, con decreto del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, da adottare d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Il presidente del Movimento turismo del vino (Mtv) Carlo Pietrasanta ha dichiarato: «Grande soddisfazione per l’emendamento, approvato questa notte alla commissione Bilancio del Senato, che riconosce per la prima volta lo status giuridico-fiscale della pratica enoturistica».

Il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino Floriano Zambon ha dichiarato: «Si tratta di un importante passo avanti per dare al turismo del vino ancor più solide basi operative. Adesso occorre che l’iter della proposta di legge sull’enoturismo, che questo emendamento in parte ha accolto, possa continuare per la sua definitiva approvazione. Il settore ha bisogno di questa legge perché i territori del vino possano esprimere al meglio tutte le loro potenzialità turistiche e di accoglienza».

Testo dell’emendamento a firma Stefano, Uras, Bertuzzi, Dalla Tor, Lai:
Art. 47-bis.

Disciplina dell’attività di enoturismo

1. Con il termine “enoturismo” si intendono tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine.

2. Allo svolgimento dell’attività enoturistica si applicano le disposizioni fiscali di cui all’articola della legge 30 dicembre 1991, n. 413. Il regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto di cui all’articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991 si applica solo per i produttori agricoli di cui agli articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006.

3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono definiti linee guida e indirizzi in merito ai requisiti-e agli standard minimi di qualità per esercizio dell’attività enoturistica.

4. L’attività enoturistica è esercitata, previa presentazione al Comune di competenza, della segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.), ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in conformità alle normative regionali, sulla base dei requisiti e degli standard disciplinati dal decreto di cui al comma 3.

Conseguentemente, all’articolo 92, comma 1, sostituire le parole “di 330 milioni di euro annui” con le seguenti: “di 328,1 milioni di euro per l’anno 2019 e 328,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020”.